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Tony Zhang: il decor di Interni in Cina che nasce dall’amore per l’Italia

shangai

Interiorissimi, rivista di cultura del design e dell’Interior Design ha intervistato Tony Zhang, o con il suo nome cinese Zhang Tian Hong 张天宏. In Cina la sua azienda Midocolor è particolarmente nota nel paese, completata da una rete di negozi  ben radicati nel mercato locale supportate tecnicamente dalla presenza di personale italiano che vive e lavora a Shanghai. Riportiamo qui per gentile concessione l’intervista integrale. 

Parlaci di te

Sono nato e cresciuto a Shanghai Cina, ho poco più di 50 anni e dal 2008 lavoro nel campo delle importando e distribuendo materiale decorativo di pregio dall’Italia.

Descrivici la Cina di oggi

Dr Tony Zhang  
Dr Tony Zhang
La Cina è un paese molto grande con all’interno differenze culturali molto diverse. Basti pensare che esistono 56 gruppi etnici, ognuno con lingua, tradizioni e costumi differenti. I cambiamenti e gli sviluppi in Cina sono freneticamente veloci. Personalmente ho avuto modo di vedere l’espansione di Shanghai, la megalopoli ad oggi terza al mondo per popolazione più cosmopolita e aperta al mondo della Cina. Appena laureato iniziai a lavorare in quello che allora era il palazzo più alto di Shanghai, un palazzo di 8 piani. Ora la città è contornata di grattacieli di tutte le forme con uno degli skyline più suggestivi al mondo!
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Perché ai cinesi piace l’Italia?

Fondamentalmente perché l’Italia è un paese con una lunga storia e radici. Noi cinesi in genere andiamo orgogliosi della propria storia millenaria e siamo attratti da altre culture altrettanto antiche come l’Italia.
In questi ultimi anni mi sono reso conto anche di quante cose abbiamo in comune, come il valore della famiglia e la passione per il cibo in tutte le sue varianti regionali.
Poi, per noi cinesi Italia è sinonimo di diverse cose: i migliori giocatori di calcio al mondo, romanticismo e arte. Riconosciamo infatti il valore del patrimonio artistico italiano.
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Come è iniziata la tua attività?

Quando ancora in Cina non si era diffusa la moda di usare decorativo nelle ristrutturazioni (come per esempio spatolato, marmorino ecc.) cominciai a interessarmi di aziende che producessero materiale decorativo di qualità. Siccome come dicevo per i cinesi l’Italia è sinonimo di arte, mi sono concentrato nella ricerca di aziende che producono materiale decorativo nel territorio italiano. Dopo aver contattato diverse aziende mi colpì una in maniera particolare, Rivedil, per la disponibilità e la prontezza a venire incontro alle mie esigenze anche se linguisticamente all’inizio non era facile comunicare. Ed è così che nel 2008 iniziò ufficialmente la nostra collaborazione.

Quali sono i punti di forza della tua azienda?

Midocolor (www.midocolor.cn), la mia azienda, è ormai molto conosciuta tra le persone del settore in Cina, innanzitutto perché è tra le prime ad aver creduto e iniziato a collaborare con produttori italiani.
Poi, abbiamo una rete di negozi sparsi nella Cina continentale ben radicati nel mercato locale supportate tecnicamente dalla presenza di personale italiano competente che vive e lavora a Shanghai.
Per finire, ma non meno importante, i prodotti che distribuiamo vengono totalmente dall’Italia: Rivedil (www.rivedil.com), l’azienda che fornisce i prodotti, è un azienda storica del Salento che usa materie prime di pregio, e i prodotti che offre sono sempre al passo con le esigenze del mercato e dei designer più ricercati.
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Trovi delle differenze tra il modo di lavorare in altri paesi come l’Italia e la Cina?

In realtà ce ne sono molte. Come dicevo, i cambiamenti qui sono estremamente rapidi, anche nelle tendenze. Per esempio siamo passati da stili di arredamento e ristrutturazione molto classici, a stili essenziali, materici, industriali nel giro di un anno. Quindi bisogna essere veloci nelle risposte e pronti ai cambiamenti.

La clientela è differente: il target dei clienti che usano decorativo è alto, clienti danarosi molto esigenti. La preparazione tecnica degli applicatori però non è così alta come in Italia e questo presenta alcune sfide.

Progetti futuri?
 
Ci stiamo concentrando sul dialogo con designer locali e internazionali, grazie al quale possiamo far conoscere meglio al grande pubblico le eccellenze dei prodotti italiani e dei nostri servizi.
Ci piacerebbe anche essere un ponte di collegamento tra chi ha progetti da realizzare in Cina ma non può venire qui a causa della condizione attuale, visto che abbiamo personale italiano preparato che renderebbe le comunicazioni decisamente più veloci e fruibili.
Per ultimo, quando le cose andranno un po’ meglio, perché no, fare un bel viaggetto e tornare in Italia!

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Si ringrazia per l’intervista Fiorenzo Todaro

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