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Il grande finale del Magna Graecia Film Festival

È Alessandra Mastronardi a chiudere il cerchio delle Masterclass della diciassettesima edizione del Magna Graecia Film Festival di Catanzaro.

Alessandra Mastronardi
Alessandra Mastronardi

Bella, solare e affabile – a poche ore dalla serata finale dedicata alle Premiazioni – si è raccontata in un’intervista guidata dal giornalista Fabrizio Corallo nell’elegante sala dell’Hotel Perla del Porto dove – nel rispetto delle norme anti-covid19 – un pubblico attento e caloroso l’ha accolta.

Approdata al successo grazie al ruolo di “Eva” nella fiction “I Cesaroni”, la Mastronardi è stata interprete di pellicole straordinarie, tra tutte “To Rome with love” – scritto e diretto da Woody Allen nel 2012 – dove ha avuto il privilegio di lavorare accanto a Roberto Benigni, Penélope Cruz, Alessandro Tiberi e molti altri ancora. 

Parallelamente al grande schermo, la Mastronardi è stata presente in numerose serie TV e, proprio in questo ultimo periodo, ha concluso le riprese della terza stagione de “L’Allieva” – serie televisiva trasmessa su Rai 1 che la vede nei panni della protagonista Alice Allevi – in uscita il 27 settembre. 

L’amicizia con Lino Guanciale

Alessandra Mastronardi ha parlato del suo rapporto con l’attore Lino Guanciale che, ne L’Allieva, interpreta il dottor Claudio Conforti: <<Ci siamo conosciuti al provino de L’Allieva, lui era già stato preso. Conoscendoci sul set abbiamo trovato molti valori in comune come l’amicizia, la famiglia, il lavoro. Abbiamo entrambi una grandissima fascinazione per il cinema degli anni ’50, ’60 e abbiamo anche una simile ironia. Quindi, sul set, è nata una meravigliosa amicizia. Io lo chiamo “bacon” anche se lui si arrabbia. Prendiamo il lavoro molto seriamente>>.

A proposito dei Cesaroni

<<Ne “I Cesaroni” avevo diciannove anni. Erano altri tempi ed era un’altra televisione. […] era la mia prima esperienza e recitare con Claudio Amendola è stato bellissimo, mi sentivo a casa. Ho lasciato la serie perché credo bisogni rispettare i personaggi e le loro storie e siccome io li amo moltissimo, credo che a un certo punto bisogna chiudere il cerchio. Per enorme rispetto anche verso gli spettatori, credo che bisogna lasciare i personaggi quando sono ancora amati e non quando nessuno li ama più>>.

Il cinema-denuncia

<<Io credo che una delle nostre responsabilità di attori e di chi lavora nel mondo del cinema è quello di dare voce agli invisibili, agli eroi di tutti i giorni. Il cinema-denuncia è una grandissima responsabilità che noi abbiamo. Infatti, sono molto legata ad uno dei ruoli che ho interpretato, quello di “Angela” ne “L’ultima ruota del carro” di Veronesi, una donna forte, eroe tutti i giorni e mi è piaciuto poterle dar voce […]. Mi piacerebbe interpretare anche le donne dimenticate dalla storia>>. 

L’ultima serata del Magna Graecia Film Festival

Michele Placido
Michele Placido

Nel corso dell’ultima serata del Festival dedicato interamente alle Premiazioni, Alessandra Mastronardi ha ricevuto il Premio Vigliaturo. Consegnate anche le Colonne d’Oro – realizzate dall’orafo calabrese Michele Affidato – ai due grandi registi Abel Ferrara e Peter Webber protagonisti di due Masterclass eccezionali.

Quest’ultimo inoltre, ha fatto parte della giuria affiancato da Antonio Catania, Susy Laude e dal presidente di giuria Michele Placido. Insieme hanno decretato i vincitori della diciassettesima edizione del Magna Graecia Film Festival.

La giuria
La giuria

I VINCITORI

Premio Miglior Sceneggiatura al film “Dolcissime” di Francesco Giaccio e Marco D’Amore: <<per aver raccontato con eleganza, delicatezza e profondità i sacrifici e le difficoltà di accettarci e amarci per quello che siamo, insegnandoci che anche se si è in apnea si deve sempre respirare>>.

Premio Miglior Attore a Phaim Bhuiyan per il film “Bangla”: <<è nata una stella – ha commentato la giuria – il premio va a Phaim per aver messo in scena un personaggio raro per il nostro panorama cinematografico, capace di mostrare le seconde generazioni con una grande carica autoironica degna della tradizione della commedia all’italiana>>.

Premio Miglior Attrice alle tre protagoniste di “Dolcissime”, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino e Giulia Barbuto: <<per il sentimento speso nella loro recitazione, per il gioco di squadra e per il grande coraggio di mettersi a nudo in un’età così fragile. soprattutto per aver dato luce a una problematica molto attuale che affligge la figura della donna ad ogni età>>.

Premio Miglior Attrice anche a Carlotta Antonelli per il film “Bangla”: <<per aver dimostrato con simpatia e tatto che l’unione fra diverse culture è possibile, se alla base c’è un sincero amore>>.

Premio Miglior Regia al film “L’Immortale” di Marco D’Amore: <<per aver mostrato, attraverso due drammatici spaccati di esistenza, l’infanzia di un ragazzino nella Napoli degli anni. I toni da tragedia greca si fondono con gli elementi della grande tradizione gangster e noir dando vita a un personaggio profondo, magnetico e indimenticabile>>.

Premio Miglior Opera Prima al film “A Tor Bella Monaca non piove mai” di Marco Bocci: <<per aver raccontato la periferia con sincera umanità, mettendo al centro del racconto la storia di una famiglia per bene in cerca di giustizia dove le istituzioni sembrano essere assenti>>.

Chiara Paone 

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