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E-Bikes, Gary Fabris ci parla delle bici elettriche e di FIVE

Negli scorsi giorni abbiamo avuto il piacere di intervistare Gary Fabris, direttore commerciale e-bikes dell’azienda FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici), il quale si è espresso circa la recente diffusione delle e-bikes e dei mezzi elettrici ponendo l’accento sugli attuali e futuri vantaggi della mobilità elettrica. 

(Foto di lioneltgta)
  1. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un’importante espansione del mercato dei mezzi elettrici per gli spostamenti come monopattini e biciclette, la vostra azienda, lavora da anni nel mondo delle biciclette elettriche. Avete riscontrato un miglioramento effettivo nell’espansione del mercato nel periodo recente oppure la crescita è rimasta costante negli anni?

    La crescita è stata continua sin dagli inizi, nei primi anni 2000, la bici come mezzo elettrico, necessitava di essere conosciuta, dopo una decina di anni le persone hanno iniziato a prendere consapevolezza dell’esistenza di questa e il riscontro lo si è avuto nelle vendite, in costante crescita fino all’ultimo anno. Nel periodo primaverile a causa anche delle restrizioni dovute all’emergenza Covid-19, abbiamo avuto una vera e propria esplosione nella richiesta e nella vendita del mezzo. Le persone hanno abbracciato la filosofia della e-bike grazie ai punti di forza di questo mezzo, quali la comodità e libertà negli spostamenti e l’aspetto ecologico per il quale vi è sempre maggior sensibilizzazione. Nella fattispecie nei momenti di crisi economica, le persone prestano maggiore attenzione a certi tipi di acquisti piuttosto che ad altri, cercando di non sperperare in maniera futile i propri risparmi. La maggiore difficoltà per aziende come la nostra, sono state paradossalmente le forniture di materiale non sempre sufficienti a soddisfare la crescita della domanda. 

  1. Quali sono i processi che portano alla nascita di una e-bike? 

In Italia riusciamo ad osservare la maggior parte dei processi che vengono effettuati grazie alla nostra fabbrica presente sul territorio, dettaglio che ci distingue da altre case che producono spesso all’estero. Nella Fabbrica vengono eseguiti l’assemblaggio e la verniciatura dei telai, quest’ultimo processo lo svolgiamo direttamente noi a differenza di altre aziende e riteniamo sia inoltre un particolare che caratterizza le bici, il colore spicca su tutto. Parlando sempre di verniciatura inoltre, tengo a sottolineare la mano d’opera dell’operatore che esegue il processo, vincendo almeno su questo fronte, la robotizzazione presente per altre parti. La fase che segue lo studio del telaio della bicicletta, variabile a seconda dei modelli, è quella dell’ordine delle componenti che non vengono prodotte in Italia, come il cambio Shimano, acquistato direttamente dal produttore asiatico. Altre componenti come la sella sono invece totalmente made in italy come, i parafanghi, il portapacchi e le ruote assemblate a Bologna nei pressi della nostra azienda. La batteria, il cuore delle e-bike è composta dalle celle che vengono prodotte da Samsung, il montaggio del pacco batteria invece, è svolto all’interno della fabbrica grazie all’impiego di un macchinario automatizzato. Per la realizzazione di una bicicletta sono richiesti circa 40 componenti da assemblare, fondamentale è in questo senso l’ufficio acquisti che deve coordinare gli ordini affinché giungano in tempo per realizzare i diversi modelli. Quando si verificano dei ritardi nell’arrivo di un pezzo piuttosto che di un altro, vi sono degli slittamenti nella conclusione del prodotto. Il telaio viene spesso realizzato e verniciato due mesi prima, perché può essere tenuto da parte nell’attesa che si ricevano tutte le componenti necessarie. 

  1. Quanto tempo è necessario per la produzione di una singola bicicletta, dalla progettazione iniziale all’assemblaggio finale?  

Dalla prima bozza alla prima produzione in loco, passa circa un anno di tempo. Ci sono dei progetti maggiormente veloci qualora si tratti di modifiche o aggiornamenti di modelli già esistenti, questi richiedono un periodo di tempo dimezzato rispetto alla progettazione da zero, ci si aggira infatti intorno ai sei mesi. Talvolta è capitato che ideando noi stessi un particolare disegno di telaio, in questo periodo per esempio ne stiamo producendo uno di forma ottagonale, il tempo per l’intera produzione si dilatasse ulteriormente a causa dei diversi test di qualità e di robustezza alle quali il telaio viene sottoposto. Una volta che la progettazione dal disegno all’assemblaggio è conclusa, i tempi per la costruzione di una singola bici sono standardizzati in quanto si tratta esclusivamente di mettere insieme le parti.  

  1. Si citava in precedenza la crescita della diffusione di altri mezzi elettrici come il monopattino, la vostra azienda ha in mente di ampliare il proprio mercato con l’introduzione di questi o simili in un prossimo futuro o continuerà a puntare esclusivamente sulla bicicletta? 

Nel DNA dell’azienda FIVE è già presente oltre che l’acronimo di “Fabbrica Italiana veicoli elettrici”, il concetto stesso di cinque ovvero il numero di tipologie di veicoli per la mobilità elettrica. Siamo partiti dalla bici elettrica prodotta internamente, da un anno e mezzo abbiamo inserito prodotti realizzati da terzi, cercando poi di coprire tutti i settori della mobilità elettrica, con l’introduzione della Minicar, prodotta totalmente in Asia che nel nostro caso conserva il nome del produttore che svolge i test di omologazione. La Minicar non rientra nella categoria delle Automobili, ma in quella dei quadricicli, copre per ora un mercato di nicchia ed infatti ne vengono vendute in Italia circa 600 all’anno. Gli altri mezzi introdotti sono gli scooter e i monopattini elettrici, questi ultimi in particolare sono parecchio richiesti dai rivenditori, nell’ultimo periodo abbiamo avuto un boom nella domanda di questo veicolo. Il monopattino possiede caratteristiche che lo avvicinano nella vendita a uno smartphone, di fatti sono venduti sempre più frequentemente da negozi di elettronica, sono mezzi meno complicati di una bicicletta che presenta la parte di ciclistica e la stessa assistenza per eventuali riparazioni richiede meno competenze. 

  1.  C’è un argomento di cui avrebbe piacere si desse risalto durante l’intervista? 

La nostra ferma convinzione come azienda e come associazione di aziende è che la recente esplosione di richieste e vendite delle biciclette elettriche come veicoli sostenibili, non sia un successo destinato a scemare una volta terminata l’emergenza pandemica. Basandoci infatti su quanto osservato in passato, è facile che anche alla fine della complicata situazione odierna le persone, consapevoli dei vantaggi e benefici portati dai nostri mezzi e con l’abitudine all’utilizzo di questi, continuino ad acquistarne perché ne percepiscono la necessità. Le persone inoltre grazie alla e-bike, stanno scoprendo il ciclo turismo, in passato con la bici tradizionale era più complicato da svolgere in quanto la persona doveva avere un certo allenamento per essere in grado di resistere a lunghe tratte e il dispendio di energia era comunque parecchio elevato. Oggi grazie alla spinta dell’elettrico, il cicloturismo è maggiormente fattibile e aperto ad una fascia di pubblico più ampia, oltre alla fatica fisica in sé, va considerata la maggior distanza che può essere coperta, insomma un mix di fattori determinanti nella diffusione di questa attività. Anche il turismo nella natura come in Montagna è favorito dall’impiego della e-bike che limita la difficoltà dello sforzo fisico. Fortunatamente nell’ultimo periodo anche in Italia tiene banco il tema della ciclabilità, oltre alle classiche vie ciclabili anche le stesse ciclovie e strade di collegamento tra le diverse città sono un obbiettivo per facilitare la circolazione dei mezzi elettrici. Quando ci viene chiesto come azienda quali siano i migliori incentivi per la diffusione dell’elettrico, preferiamo rispondere delle infrastrutture appena citate piuttosto che degli sconti sul mezzo in sé, senza percorsi l’utilizzo dei veicoli è più complicato.  

 

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